Dalle alte cime alle viscere della Terra

trekking biella

La conferenza

Venerdì scorso abbiamo tenuto la prima conferenza ufficiale marchiata Nabumbo. In realtà i marchi erano più di uno, la serata si è svolta in collaborazione con la BiverBanca, il Club Alpino Italiano e il Gruppo Speleologico Biellese. Tiziano Pascutto ci ha accompagnato nell’affascinante mondo ipogeo delle miniere della Valle: naturalista, speleologo e divulgatore DOC quando è il momento di raccontare le avventure del gruppo speleo non si tira certo indietro. Tiziano ha dato un contributo di qualità alla serata, regalandoci la possibilità di scendere con lui e i suoi colleghi letteralmente attraverso le viscere della terra. Il CAI oltre ad aver permesso l’organizzazione e la realizzazione della serata, ha colto l’occasione per ricordare l’evento di Venerdì 28 ottobre all’auditorium di Città Studi in onore di Guido Machetto, storico alpinista Biellese.

Si comincia

Il nostro contributo

Il nostro contributo è stato ciò che ci viene meglio fare, un bel Trekking all’interno dell’Oasi Zegna: 34km e 3200m di dislivello in circa 40 minuti, un’avventura per escursionisti seriali (alpinisti verrebbe da dire) che ci ha portato a toccare gli angoli più remoti e le aspre vette della Valsessera.

scoiattolo rosso

Scoiattolo rosso

Il Bocchetto Sessera, dove la faggeta regna sovrana, è stato il punto di partenza del tour. Qualche avvistamento all’interno del Bosco del Sorriso e alcuni focus su questo unico e curioso ambiente, prima di salire verso le prime cime: Monticchio e Bonom. Da quassù la vista è a dir poco mozzafiato: boschi di conifere, faggete, radure e una prima vista sull’intera valle ci permette di fare qualche considerazione sulla peculiare conformazione geologica di questi luoghi. Anche qui gli avvistamenti non mancano e ci concedono qualche momento di relax.

Dalla cima del Bonom è d’obbligo concedersi una breve discesa per raggiungere i verdi pascoli dell’Artignaga dove, dopo aver ammirato il lussureggiante paesaggio, ci siamo soffermati per capire alcune problematiche ambientali che affliggono i pascoli alpini. Tra le incantevoli baite e l’Opificio in riva destra Sessera, uno dei siti archeominerari più importanti della valle, la strada è davvero poca, una sosta è d’obbligo.

aquila reale

Giovane aquila reale

Prima di ritornare sui nostri passi verso le alture, una giovane aquila reale ci concede il suo magico benvenuto.

L’inaspettato avvistamento ci dà le forze necessarie per affrontare quello che sarà il tratto più impegnativo del percorso: irta è la salita verso il tetto della Valsessera. I 2556m della Cima di Bo ci attendono con impazienza. Bisogna ancora affrontare qualche passaggio esposto ma attrezzato per raggiungere il punto più elevato dell’intero tour.

E’ questo il momento in cui ci si deve stropicciare gli occhi per lo stupore. Una vista a 360° su buona parte dell’Arco Alpino. Emozione allo stato puro! Alcuni 4000 italiani, svizzeri e francesi si parano ai nostri occhi. Dopo una breve sosta per rifocillarci e riacquisire nuove forze, ripartiamo in direzione Asnas. Un “panettone” di circa 2000m che divide a metà la valle e ci permette di rimanere in quota per assistere agli strepitosi paesaggi che emergono durante l’ora dorata: il paradiso per ogni fotografo naturalista.

cima di bo

Paesaggi dall’Asnas


cusogna

Abeti bianchi della Cusogna

Estasiati dalla bellezza del tramonto che irradia la vallata, ci rendiamo conto di quanto ancora lungo sia il sentiero per il ritorno. Lasciamo le alte cime per addentrarci in una fitta distesa di conifere che ci fa comprendere che siamo giunti in una delle zone più remote dell’intera Valle: il bosco di abeti bianchi della Cusogna.

Camminando con un occhio sempre attento e rivolto verso la natura, possiamo scorgere ogni piccolo essere che abita queste terre. Una Vipera walser attira la nostra attenzione e ci concede qualche scatto e qualche secondo della sua fiera presenza.

torrente sessera

Torrente Sessera

Ancora un veloce sguardo all’ambiente di pascolo dell’Alpe Campello prima di abbandonare l’alta valle e scendere definitivamente verso il Torrente Sessera.
Sfiniti da questa impegnativa ma appagante giornata ci concediamo una lauta merenda sinoira e una bella birra all’accogliente rifugio Piana del Ponte. Come resistere ad un’offerta del genere?

Come tante fiaccole nella notte percorriamo gli ultimi boschi che ci separano dal Bocchetto Sessera.

E’ stata una lunga ma inebriante avventura quella del nostro primo trekking digitale. Non possiamo fare altro che ringraziare chi ci ha accompagnato e chi ha avuto piacere di rivivere le emozioni provate durante questo viaggio.

moncerchio

Alpe Moncerchio

#innamoratidelbiellese