Guardiaparco per un giorno

Il censimento nei Parchi

Quando Il Guardiaparco Luca Giunti, del Parco Naturale Orsiera Rocciavrè, ci ha contattati per partecipare al censimento estivo degli ungulati selvatici, non gli abbiamo neanche lasciato il tempo di finire formulare la domanda. La nostra risposta è stata un assoluto e categorico “sì”.

All’interno dei Parchi Naturali il censimento di alcune specie animali e vegetali è un’attività svolta più o meno regolarmente, il cui obbiettivo principale è la stima dell’abbondanza delle popolazioni e la raccolta di informazioni necessarie alla corretta gestione e alla valorizzazione dei patrimoni naturalistici presenti.

I dati raccolti durante ogni singola sessione di censimento entrano, volta per volta, a far parte di una banca dati che negli anni diventa una preziosa “serie storica” di informazioni riguardanti presenza/assenza e numero di individui, di una o più specie. Queste serie storiche rivestono una grande importanza per la valutazione dello stato di salute del Parco e grazie ad esse è possibile comprendere l’andamento delle popolazioni nel medio e lungo periodo; è sulla base queste informazioni che si valutano i programmi di conservazione o contenimento delle specie animali e vegetali.

I censimenti sono dunque momenti molto importanti nella vita di un Parco, intorno ai quali ruotano una buona parte delle decisioni volte direttamente alla salvaguardia dell’ambiente.

Fase operativa

Esistono varie tecniche di censimento, a seconda del tipo di animale target, dell’habitat indagato e del periodo dell’anno in cui viene svolto. Grossolanamente possono essere suddivisi in censimenti diretti e indiretti.

Nei censimenti diretti gli animali si vedono ed è possibile contarli direttamente uno ad uno. Nei censimenti indiretti si contano i segni di presenza (impronte, fatte, vocalizzazioni, predazioni ecc) e non sempre gli animali si vedono.

Per quanto riguarda gli ungulati selvatici nel periodo estivo, il metodo più utilizzato è quello del conteggio diretto degli individui. La parola d’ordine è in questo caso… sveglia all’alba!

E’ proprio durante le prime ore del mattino che è più facile osservare gli ungulati, quando le elevate temperature e la presenza di eventuali passanti non hanno ancora disturbato le attività sociali e di foraggiamento degli animali.

Percorrendo un sentiero prestabilito si individuano e si contano tutti gli animali presenti in una determinata area e, mediante la compilazione di apposite schede di campo, si annota numero di individui, sesso, classe di età, ora e luogo dell’osservazione.

Non è sempre facile riconoscere il sesso, soprattutto negli animali molto lontani, in questi casi un buon occhio e po’ di esperienza possono davvero tornare utili.

A fine sessione, l’ultima ma non meno importante fase del censimento, consiste nel ritrovo degli operatori per raccogliere le schede di campo e fare un primo e sommario resoconto dei dati raccolti.

Un altro tassello della serie storica riguardante gli ungulati selvatici all’interno del Parco, sta per essere deposto. Quando tali dati torneranno utili per uno studio scientifico o un progetto di conservazione, saremo davvero lieti di aver dato il nostro contributo ad una così nobile causa.

Ungulati alpini – Carte d’identità

Gli ungulati sono un gruppo di mammiferi la cui caratteristica principale è l’aver sviluppato un potente zoccolo che favorisce loro un agile movimento anche su terreni impervi. Le specie che si possono osservare sulle nostre montagne sono tutti ruminanti ad eccezione del cinghiale, caratteristica che permette loro di avere un’alimentazione prettamente vegetariana. Altra caratteristica tipica di questo gruppo animale è quella di possedere appendici cornee caduche o perenni, i trofei, utilizzati principalmente nei combattimenti tra maschi durante la stagione riproduttiva.

Alcuni di questi, come camosci e stambecchi, popolano da sempre le nostre Alpi, altri sono stati introdotti dall’uomo principalmente a scopo venatorio.

Conosciamoli più nel dettaglio:

CAMOSCIO

Nome e cognome: Rupicapra rupicapra
Famiglia: bovidi
Caratteri: muso chiaro, mascherina bruna, corna nere e ricurve in maschi e femmine.
Habitat: tra 1000 e 2800 m di quota, in praterie con canaloni rocciosi, arbusteti e boschi.
Riproduzione: maschi e femmine si radunano tra ottobre e dicembre per la stagione degli amori. Le nascite avvengono a maggio.
Segni particolari: con il susseguirsi delle stagioni il mantello del camoscio si modifica, dal marroncino estivo al folto e scuro vello invernale. Nell’Appennino centrale è presente una sottospecie (Rupicapra pyrenaica ornata) endemica.

STAMBECCO

Nome e cognome: Capra ibex
Famiglia: bovidi
Caratteri: netto dimorfismo sessuale tra maschi e femmine: maschi con corna lunghe, femmine con corna corte.
Habitat: tra 1700 e 3300 m di quota, su pareti rocciose e ripidi pendii.
Riproduzione: maschi e femmine si radunano tra novembre e gennaio per la stagione degli amori. Le nascite avvengono tra maggio e giugno.
Segni particolari: nel corso del XIX secolo ha rischiato l’estinzione per la caccia sconsiderata. Grazie alla protezione e progetti di reintroduzione, oggi è presente con buone popolazioni sull’arco alpino.

CAPRIOLO

Nome e cognome: Capreolus capreolus
Famiglia: cervidi
Caratteri: evidente dimorfismo sessuale tra maschi e femmine. Maschi con palco caduco, femmine senza palco durante tutto l’anno.
Habitat: tra 200 e 2400 m di quota, in boschi, radure, e arbusteti.
Riproduzione: accoppiamenti tra luglio e agosto, nascite ritardate nei mesi tra autunno e inverno.
Segni particolari: l’ungulato più diffuso a livello europeo, con alimentazione molto selettiva a base di gemme, apici fogliari e leguminose facilmente digeribili. Per questa sua alimentazione molto selettiva può arrecare danni al rinnovamento della vegetazione.

CERVO

Nome e cognome: Cervus elaphus
Famiglia: cervidi
Caratteri: maschi possenti con grandi palchi caduchi, femmine più snelle e senza palco.
Habitat: boschi scarsamente rocciosi, radure e pascoli in quota.
Riproduzione: a inizio autunno comincia lo spettacolare periodo del bramito, quando i maschi emettono i caratteristici richiami e si scontrano per aggiudicarsi l’accoppiamento di un harem di femmine. Le nascite avvengono tra maggio e giugno.
Segni particolari: il più grosso ungulato selvatico delle Alpi, i maschi nel periodo riproduttivo perdono fino al 40% del peso corporeo.

MUFLONE

Nome e cognome: Ovis orientalis
Famiglia: bovidi
Caratteri: netto dimorfismo sessuale, maschi con possenti corna a spirale, femmine in genere prive di corna.
Habitat: tra 1000 e 2000 m inibenti caldi e rocciosi.
Riproduzione: i maschi si affrontano in aspri combattimenti tra settembre e dicembre. Nascite dei piccoli tra primavera ed estate.
Segni particolari: specie alloctona sulle Alpi, introdotta a fini venatori negli anni ’60 con indivudi provenienti principalmente dalla Sardegna.

CINGHIALE

Nome e cognome: Sus scrofa
Famiglia: suidi
Caratteri: maschi con canini inferiori sviluppati e ricurvi, femmine più snelle e con canini non particolarmente sviluppati. Onnivori, a differenza degli altri ungulati alpini.
Habitat: ogni tipo di ambiente con cibo, acqua e presenza di copertura vegetale ove rifugiarsi.
Riproduzione: nascite in vari momenti dell’anno, femmine che allevano indistintamente i propri piccoli o quelli di altre femmine. Giovani fino a 3-4 mesi con caratteristiche striature chiare.
Segni particolari: specie la cui diffusione è favorita da immissioni a fini venatori e favorita dall’abbandono di zone montane e collinari.

Ringraziamo ancora una volta il guardaparco, amico e collega, Luca Giunti, nonché il Parco naturale Orsiera Rocciavrè per averci dato questa incredibile opportunità.

Due memorabili giorni di esplorazioni, nuove conoscenze e incredibili scenari!

#OnTheRoadToAdventure