Diario di Viaggio | Alla scoperta dell’Islanda Orientale

L’ENTROTERRA E I FIORDI ORIENTALI

 

Le belle e calde giornate assolate sono ormai solo un ricordo. La vera natura dell’Islanda si sta (purtroppo) mostrando… Anche questa mattina ci svegliamo con la pioggia!

Senza farci prendere dallo sconforto ci dirigiamo a Egilsstadir, la città più grande della regione orientale. Nel tragitto ci vogliono occhi e orecchie ben aperti perché lungo questa strada si possono avvistare gruppi di renne selvatiche, importate decine di anni fa da alcuni allevatori locali e poi lasciate libere.

Le vere regine dell'Islanda

Le vere regine dell’Islanda

Egilsstadir è una città molto carina, con alcuni negozi e un bel centro visitatori, in cui abbiamo raccolto alcune informazioni interessanti sulla zona. Ma non ci fermiamo più del dovuto perché la nostra vera destinazione di oggi è Borgarfiordur Eystri, a nord dei fiordi orientali, luogo molto indicato per l’avvistamento dei puffin, che purtroppo durante l’escursione in barca si sono visti molto da lontano….

La strada dopo pochi chilometri diventa sterrata e dobbiamo fare molta attenzione alle buche nel terreno e alle pecore, che sentendosi le regine locali occupano la strada senza farsi alcun problema… Forse si credono anche loro delle auto?!?

Nonostante questo, riusciamo a raggiungere l’uggiosa cittadina e ad apprezzare le sue sceniche vallate, anche se per noi sono un pó troppo tendenti alle tonalità grigie (nella strada di ritorno le apprezziamo meglio senza nuvole).

Borgarfiordur Eystri si presenta come una piccola comunità portuale, ma con molti tesori da scoprire: è qui che si trova la casa “più pelosa” dell’isola ( il sito storico di Lindarbakki) e la “roccia del gli elfi”, Álfaborg, che si pensa essere la dimora della regina di questo fantastico popolo.

La casa più "pelosa" d'Islanda

La casa più “pelosa” d’Islanda

Dal caratteristico porto invece si possono raggiungere dei punti di avvistamento delle pulcinelle di mare, che amano stare sull’isoletta di Hafnarhólmi che sta proprio di fronte. Crediamo che nemmeno a questi splendidi uccelli piacesse la forte pioggia che ci ha accolti appena siamo scesi dall’auto, dal momento che durante la nostra ora di osservazione ne abbiamo visti pochi e più che altro lontani e in volo… Questi puffin non vogliono proprio farsi vedere!!!

Fradici come dei pulcini risaliamo in macchina e torniamo a Egilsstadir, da cui iniziamo il giro del lago Lagarfljot, in cui sembra vivere il cugino islandese del mostro di Lochness, avvistato per l’ultima volta nel 2009 da un pastore… Pur scrutando le acque del lago con attenzione noi non abbiamo visto nulla, ma in compenso ci siamo lustrati gli occhi con uno scenario ben più interessante: la cascata di Hengifoss. Risalendo la vallata lungo un sentiero un po ripido all’inizio, ma che merita di essere esplorato, raggiungiamo la cascata racchiusa in una specie di canyon dalle tonalità scure con striature rosso fuoco… È davvero uno spettacolo per i nostri occhi, ma la sera sta scendendo e Seydisfjordur ci aspetta….la notte è alle porte!

Il tramonto sul lago Lagarfljot

 

ON THE ROAD VERSO LA COSTA DEL SUD

 

A dispetto delle dense nubi che ci hanno accolto a Seydisfjordur, questa mattina ci svegliamo con il sole! Quindi appena siamo pronti, ci concediamo una tranquilla passeggiata in questa cittadina bohémienne, che ci colpisce moltissimo per le sue particolari casette colorate.

La bohemienne Seydisfjordur

La bohemienne Seydisfjordur

Questi speciali prefabbricati in legno furono costruiti dai commercianti norvegesi che svolgevano le loro attività di scambio nella città e conferiscono a Seydisfjordur un aspetto allegro e diverso da tutte le altre città islandesi. Terminata la nostra visita in cui è stato difficile scegliere la casa più bella, ripartiamo diretti a sud; lungo il tragitto che ci riporta a Egilsstadir ci fermiamo ad ammirare la bellissima cascata di Gufufoss, che con i suoi schizzi d’acqua dipinge particolari disegni ai piedi delle scoscese vallate che circondano Seydisfjordur.

La furia di Gufofoss

La furia di Gufufoss

Su consiglio di un abitante del luogo, con il cielo abbastanza sereno di oggi, la strada più panoramica da percorrere è la Hringvegur, che attraversa le vallate centrali offrendoci panoramiche da favola, con il monte Snaefell sullo sfondo. Sarebbe bello esplorare le zone circostanti con un tonificante trekking, ma la costa del sud ci aspetta e per oggi non possiamo permetterci deviazioni (che oltretutto non potremmo fare perché non abbiamo una macchina 4×4 richiesta per raggiungere i piedi del monte).

Dalla strada principale nº1 raggiungiamo la costa del sud attraversando il passo di Oxi (strada nº939), scelta che si rivela molto azzeccata per i panorami che regala, se non fosse che alcune nubi oscurano un po la nostra visuale… In ogni caso, superata la coltre grigia in alta quota, il sole torna a risplendere non appena scendiamo verso il mare… I colori del fiordo si riflettono nelle acque cristalline dell’oceano componendo un quadro che solo la natura sa creare con tale perfezione.

La diversità di paesaggio della costa meridionale rispetto a quanto abbiamo vissuto finora è abbastanza forte, ma non per questo meno bella! Il mare e la montagna si incontrano in uno scenario più piatto e brullo… Anche la natura ci avverte che ci stiamo avvicinando alla zona tremante e fredda dei ghiacciai e dei vulcani islandesi!

La riserva naturale di Hvalnes

La riserva naturale di Hvalnes

Dopo aver consumato un pranzo veloce in riva all’oceano, cercando di prendere tutto il calore dei raggi solari che oggi non si risparmiano, giungiamo alla città di Hofn, una piccola località di mare, che sembra enorme rispetto alla mancanza quasi totale di centri abitati nei territori attraversati in questa giornata! Il suo Centro Visitatori si trova in una caratteristica casa di legno in cui é allestito un museo sulla vita degli islandesi nei tempi passati e sul parco nazionale del Vatnajokull, attraverso una serie di video interessanti sulle eruzioni passate del vulcano sottostante il ghiacciaio e sui fossili ritrovati nella zona. Da qui parte una passeggiata molto carina lungo i verdi prati che costeggiano il mare, che permettono di apprezzare in tutta la sua immensità l’intera catena del ghiacciaio… Purtroppo noi non riusciamo a vedere un granché a causa delle nuvole che si sono posate come un cappello sulle cime della catena montuosa.

Proseguiamo fino a giungere a Hrollaugsstadir dove ci sistemiamo in un campeggio carino circondato da campi coltivati e fattorie, per poi raggiungere finalmente la nostra meta di oggi: lo Jokulsarlon alle calde (se così si può dire) luci del tramonto. Lo spettacolo che ci si para davanti sembra irreale…Swarovski a Jokursarlon
Immensi blocchi di ghiaccio dalle forme più bizzarre galleggiano nella laguna che separa la lingua del ghiacciaio dal mare, che raggiungono lentamente seguendo la corrente. È davvero impressionante ascoltare il suono che producono durante i loro movimenti, che a volte sono impercettibili, ma che fanno sembrare queste masse di ghiaccio dai mille colori personaggi con una vita propria. A rendere ancora più magica l’atmosfera si aggiunge un gruppo di foche che nuota tranquillamente lungo lo stretto tratto di fronte alla spiaggia nera, come se volessero mettersi in mostra facendo evoluzioni per conquistare le persone che si fermano ad ammirarle divertite.

La sorpresa per noi però non finisce qui: questa sera abbiamo la fortuna di assistere ai fuochi d’artificio (per raccogliere fondi per le squadre di soccorso locali). Tante candele illuminano il ghiaccio, rendendo questa meraviglia della natura ancora più incredibile! E quando iniziano i fuochi il cielo si tinge di mille colori, donando agli iceberg che dominano la laguna un aspetto magico.  Sicuramente è un sabato sera con i fiocchi!

La magia della baia glaciale di Jokursarlon

La magia della baia glaciale di Jokursarlon

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