Diario di viaggio | Alla scoperta dell’Islanda Occidentale

DA GARDUR A STYKKISHOLMUR

Notizia del giorno: “Avvistata Hyundai i10 sfrecciare per le strade islandesi”. Ebbene si, da oggi siamo ufficialmente on the road!

Muoversi con i mezzi pubblici è sicuramente un modo valido e conveniente per viaggiare, ma, si sa, spostarsi con un mezzo proprio permette di vedere le bellezze locali in tutta tranquillità…

Ispirati dal film “I sogni segreti di Walter Mitty” ed essendo a pochi chilometri dalla città di Gardur, decidiamo di iniziare da qui la nostra esperienza on the road.

Poche case sparse qua e là di color pastello, tanti volatili che cantano al nuovo giorno e un vecchio faro a dominare l’oceano… Cosa c’è di meglio che iniziare la giornata con un simile scenario, accarezzati dalla gelida brezza del nord e dai tiepidi raggi solari? Nulla, fidatevi… anche se la colazione è fatta di pane e burro d’arachidi!

La pacifica Gardur

Il viaggio prosegue e con esso la nostra voglia di avventure. I nostri primi chilometri ci portano a scoprire una natura di incomparabile bellezza in un connubio perfetto tra oceano e montagna, che abbiamo ritrovato nella piccola cittadina di Borgarnes.
Ne abbiamo assaporato la bellezza percorrendo la passeggiata sul promontorio ad ovest, da cui abbiamo ammirato le scenografiche montagne circostanti che si specchiano nel mare.
Se siete appassionati delle saghe, in questo luogo si possono ripercorrere molti episodi della saga di Egill, come Bakin, il luogo in cui la sua balia fu uccisa con una pietra scagliata dal padre.
Sempre legato a questa storia è Borg a Myrum, che vi consigliamo di visitare per ammirare le splendide cascate vicino ad esso.

Borgarnes: connubio perfetto tra oceano e montagna

Il vero spettacolo però inizia nel momento in cui ci rimettiamo in viaggio verso la località di Stykkisholmur: un susseguirsi di colori, forme ed emozioni inspiegabili. Passando accanto al Monte Eldborg non si può far altro che alzare lo sguardo estasiati, immaginando di essere catapultati indietro nel tempo fino all’era dei dinosauri.

Ovunque si volga lo sguardo si trova qualche meraviglia da osservare, anche se a volte le cose più belle sono nascoste e bisogna proprio andarle a cercare… E’ per questo che vi sveliamo un segreto: siamo sicuri di non essere i soli ad averla scovata, ma non essendo indicata, ci siamo sentiti come vecchi esploratori nel trovare bellezze inaspettate! Sulla strada n° 56, a circa 20 km da Stykkisholmur, si incontra uno splendido quadretto naturale in cui formazioni vulcaniche incorniciano un piccolo laghetto al termine di un torrente. Scendendo dal parcheggio verso sinistra e seguendo il corso d’acqua si trova una bellissima cascata immersa nel verde, che vale davvero la pena di essere vista da vicino!

Con gli occhi pieni di meraviglia, ci rimettiamo in viaggio verso la nostra base per la notte: il campeggio di Stykkysholmur, che anche se essenziale offre una vista sulle montagne strepitosa!

La cascata “segreta”

LA PENISOLA DELLO SNAEFELLSNES

E’ presto, ma il sole è già alto nel cielo! In questo primo sabato di agosto mille avventure ci attendono: la nostra tabella di marcia è ricca di impegni! Non abbiamo tempo da perdere: oggi si va alla scoperta del Parco Nazionale dello Snaeffellsjokull, il ghiacciaio alto 1446 m da cui Jules Verne ha fatto iniziare il suo “Viaggio al centro della Terra”.

La nostra prima meta è Hellnar, sede del centro visitatori del parco. Tempo di fare una bella colazione di fronte all’oceano e subito esploriamo la zona percorrendo un semplice e panoramico sentiero lungo la costa frastagliata che collega Hellnar e Arnarstapi in circa 2 ore, accompagnati dalla selvaggia bellezza del ghiacciaio alle nostre spalle.

Una camminata sotto i caldi raggi del sole è quello che ci vuole per iniziare con la giusta carica la giornata; Arnarstapi si rivela un paesino tranquillo sorto su scogliere e grotte che ben si prestano a diventare la casa di gabbiani e molti altri uccelli, per la gioia dei birdwatchers.

Durante la nostra risalita della costa ci fermiamo ad ammirare le due spiagge laviche di colore nero, Djupalonssandur e Dritvik, per poi proseguire verso il faro arancione sulle scogliere di Svortuloft e Falki, il promontorio con un pozzo in pietra che si diceva contenesse acqua fresca, acqua santa e birra… che purtroppo era finita!

Il faro e lo Snaeffelsjokull

L’essiccatoio dello Shark Museum, Berserkjahraun

Lungo questa deviazione su strada sterrata non ci siamo lasciati scappare la suggestiva spiaggia di Skarosvik, incastonata in una corona di formazioni basaltiche.
Essendosi ormai fatte le 3 del pomeriggio e iniziando a sentirsi un leggero languorino, ci concediamo una meritata pausa pranzo in riva all’oceano, cercando di avvistare qualche balena dal promontorio del faro.
I paesi che incontriamo dopo, HellissandurRif e Olafsvik, non hanno nulla di speciale per cui fermarsi,ma noi siamo diretti a Berserkjahraun per un motivo ben preciso: assaggiare lo squalo fermentato.

Lo “Shark museum” è una caratteristica casetta bianca piena di oggetti antichi tipici delle case islandesi e legati all’attività della pesca. Il nonno del proprietario era un cacciatore di squali, da cui ricavava olio per produrre luce in tutta Europa. Con l’arrivo dell’elettricità quest’attività terminò, ma la sua famiglia iniziò a dedicarsi alla lavorazione della carne di squalo, che, a sentire loro, è deliziosa e nutriente. Questa deve subire un processo di fermentazione che dura sei mesi prima di poterla mangiare: prima è tossica! Durante la visita guidata ci è stato illustrato l’intero procedimento, mostrandoci le diverse fasi in un video e facendoci toccare con mano la pelle di squalo della Groenlandia e le sue appuntite fila di denti. Prima di visitare l’essiccatoio in un caratteristico capanno avvolto da un odore forte e persistente, abbiamo affrontato una “prova” per testare il nostro spirito islandese: assaggiare “l’hakarl”. L’odore di ammoniaca che emana potrebbe far desistere, ma noi ci armiamo di coraggio e lo mangiamo. Dobbiamo ammettere che, a dispetto del gusto forte e a primo impatto disgustoso, non è poi così male… Ma rifiutiamo cortesemente di fare il bis!!!

Nabumbo alle cascate Kirkjufellsfoss

Orgogliosi di aver superato la prova, andiamo a riempirci gli occhi di meraviglia al Monte Kirkjufell e alle cascate ai suoi piedi, Kirkjufellsfoss. L’emozione suscitata dalla natura che ci circonda, ammirata alle calde luci della sera e con lo scroscio dell’acqua in sottofondo, rende questo momento davvero speciale… Ci piacerebbe rimanere qui, ma manca ancora una cosa per completare la nostra entusiasmante giornata… A tutta velocità ritorniamo al porto di Stykkisholmur, parcheggiamo e saliamo fino al faro per contemplare i Fiordi Occidentali al tramonto…

Un tramonto incantato al faro di Stykkisholmur

Il sole scende stanco verso l’orizzonte, il cielo si dipinge di mille colori e per noi si conclude col botto una perfetta giornata on the road.

#OnTheRoadToIceland